27 Ottobre 2026
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Da una sposa addormentata a un amore ritrovato: il percorso completo attraverso Cantico dei Cantici 5 e 6, su come si affievolisce e si riaccende l'amore per Dio.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo — non rappresenta un evento o una persona reale

Ricordi quando la preghiera era un’avventura? Quando non vedevi l’ora di andare in chiesa, di aprire la Bibbia, di parlare di Gesù a qualcuno? Il Cantico dei Cantici, attraverso l’immagine di una sposa e del suo amato, racconta esattamente il percorso che va da un amore diventato abitudine fino a un amore ritrovato e più maturo di prima. Seguiamolo dall’inizio alla fine.

1. La sposa addormentata — quando l’amore diventa abitudine

La scena si apre con la sposa addormentata, mentre lo sposo è fuori dalla porta e cerca di entrare. Non è più il primo entusiasmo del matrimonio: la routine si è insediata.

“Aprimi, sorella mia, amica mia, colomba mia, immacolata mia…”
— Cantico dei Cantici 5:2

La risposta della sposa rivela le sue vere priorità: si è già lavata i piedi, è a letto, non vuole alzarsi. Quante volte anche noi rispondiamo così a Dio? Solo quando lo sposo cerca di aprire da solo, e lei percepisce quanto lui desideri stare con lei, il suo cuore inizia finalmente a battere per lui.

2. La sposa che cerca — quando l’amore diventa ricerca

Quando finalmente si alza e apre la porta, lo sposo se n’è già andato. Ma qualcosa in lei è cambiato: ora lo cerca con tutto il cuore.

“L’ho cercato, ma non l’ho trovato; l’ho chiamato, ma non m’ha risposto.”
— Cantico dei Cantici 5:6

Notate cosa NON dice: nessun accenno alla sua ricchezza, al suo potere. È interessata solo a lui — segno di maturità spirituale: quando siamo più interessati a stare con il Signore che a ottenere qualcosa da Lui, iniziamo davvero a crescere (Matteo 6:33). Nella sua ricerca viene persino ferita dalle guardie della città — eppure non si scoraggia, definendosi “malata d’amore”.

3. La sposa che descrive — quando l’amore diventa testimonianza

Le altre donne, vedendo la sua ricerca appassionata, le chiedono: cosa rende quest’uomo così speciale?

“…tutto in lui è delizioso. Tale è il mio amico, tale è il mio amato.”
— Cantico dei Cantici 5:16

1 Pietro 3:15 ci ricorda proprio questo: essere sempre pronti a rispondere a chiunque chieda ragione della speranza che è in noi.

4. Il ritrovamento — non era mai andato via davvero

Il capitolo 6 si apre con una svolta: le figlie di Gerusalemme, contagiate dall’entusiasmo della sposa, dicono “noi lo cercheremo teco” (6:1). E poco dopo, arriva il momento che tutta la ricerca stava aspettando:

“Il mio amico è disceso nel suo giardino… Io sono del mio amico, e il mio amico è mio.”
— Cantico dei Cantici 6:2-3

Lo sposo non si era mai davvero allontanato: era nel suo giardino, il luogo della loro intimità. Era lei che, addormentata, aveva smesso di accorgersene. Quante volte pensiamo che Dio si sia allontanato da noi, quando in realtà siamo noi che ci siamo distratti dal luogo dove Lui è sempre presente? “Avvicinatevi a Dio, ed Egli si avvicinerà a voi” (Giacomo 4:8).

Un dettaglio che rivela la maturità raggiunta

Confrontate “Io sono del mio amico, e il mio amico è mio” (6:3) con quanto la sposa aveva detto all’inizio del libro: “Il mio amico è mio, e io sono sua” (2:16). L’ordine si è invertito. All’inizio pensava prima a ciò che riceveva da lui. Ora, dopo il percorso di ricerca, pensa prima a ciò che lei stessa gli appartiene — il segno di un amore che è passato dalla routine alla profondità.

Un esempio vero: Charles Spurgeon raccontava della propria conversione, avvenuta a quindici anni in una piccola cappella, dove era entrato solo per ripararsi da una tempesta di neve. Ascoltando un predicatore dire semplicemente “Guarda a Gesù”, scrisse più tardi: “Guardai, e la nube che era sul mio cuore si dissolse, il sole risplendette in un momento.” Da quel giorno visse con la stessa intensità della sposa del Cantico.

Un amore che diventa contagioso

Le figlie di Gerusalemme, vedendo la passione della sposa, hanno voluto cercare l’amato anche loro. Quando il nostro amore per Gesù è autentico e visibile, non recitato, accende una curiosità simile in chi ci osserva — colleghi, vicini, familiari.

“Voi siete la luce del mondo… così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini.” — Matteo 5:14-16

Dove si trova il tuo cuore oggi?

Arde ancora di un amore sconfinato per Gesù, o le preoccupazioni della vita hanno ridotto la fiamma a una brace? La buona notizia è che, come per la sposa del Cantico, Dio non si è mai allontanato — è ancora nel Suo giardino, ad aspettare che tu torni a cercarlo con tutto il cuore.

Lui desidera stare con te più di quanto tu desideri stare con Lui.

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Pubblicato da Fortunato De Falco — Servitore della Parola

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