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“Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e apertamente dichiarò: In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà.”
— Giovanni 13:21
Nel capitolo 13 di Giovanni troviamo due azioni simboliche compiute da Gesù nelle Sue ultime ore prima della croce: la lavanda dei piedi, che tutti compresero come lezione di umiltà e servizio — e il tradimento di Giuda, che quasi nessuno dei presenti comprese nel momento stesso in cui accadeva.
Un turbamento che rivela la piena umanità di Cristo
Gesù sapeva già tutto — eppure fu “turbato nello spirito”. Spesso, pensando alla divinità di Cristo, dimentichiamo la Sua piena umanità: Egli pianse, ebbe fame, fu tentato in ogni cosa senza commettere peccato (Ebrei 4:15). Il Suo turbamento in quel momento nasceva da tre pesi: la crocifissione imminente, l’abbandono del Padre che avrebbe sperimentato sulla croce, e il pensiero del tradimento di un uomo che aveva camminato con Lui per tre anni interi.
Tre anni con Gesù — e non bastarono
Giuda aveva ascoltato le beatitudini, il sermone sul monte, ogni parabola. Aveva visto ogni miracolo. Era stato scelto da Gesù stesso ed era stato inviato in missione insieme agli altri. Nessun esempio umano sarebbe potuto essere più perfetto del Cristo stesso — eppure non fu sufficiente a trasformare il suo cuore.
Prima lezione: gli esempi, per quanto perfetti, non sono sufficienti a salvare nessuno. Se pensiamo che le persone si convertiranno solo grazie al nostro stile di vita, o perché le abbiamo portate in chiesa qualche volta, saremo delusi. Serve la rigenerazione operata dallo Spirito Santo — l’opera attraverso cui Dio stesso crea una vita nuova nel cuore.
“Gesù è diventato per noi sapienza da Dio, e giustizia, e santificazione, e redenzione.”
— 1 Corinzi 1:30
Non possiamo leggere il cuore di nessuno
Giovanni, il discepolo che Gesù amava, stava inclinato sul petto del Signore. Giuda era lì accanto, agli occhi di tutti un discepolo come gli altri. Eppure, nel profondo, era già un ribelle, pronto a tradire. I discepoli non si accorsero di nulla — mangiavano insieme, camminavano insieme, predicavano insieme.
Seconda lezione: l’apparenza esteriore di un non credente può somigliare molto a quella di un vero credente. Noi guardiamo all’esteriore; solo Dio guarda il cuore (1 Samuele 16:7). L’elezione è opera Sua, stabilita prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4-5; Romani 8:29-30) — non nostra, e non è nostro compito giudicare chi è veramente rigenerato.
La pazienza che va oltre ogni comprensione umana
Forse il dettaglio più toccante di questo brano è questo: pur sapendo fin dall’inizio chi lo avrebbe tradito, Gesù non trattò mai Giuda diversamente dagli altri undici. Nessun discepolo si accorse di un trattamento di favore o di sospetto. Fino all’ultimo, gli riservò la stessa dignità.
Terza lezione: questa stessa pazienza sconfinata, il Signore la estende oggi a tutti coloro che sono realmente Suoi. Quando disubbidiamo, quando persistiamo nei nostri errori, quando ci allontaniamo — Gesù rimane paziente. Non per questo dobbiamo prendere alla leggera il peccato: la nostra coscienza, sensibilizzata dalla Parola e dallo Spirito, deve riconoscere l’errore e tornare a chiedere perdono.
“Quel che fai, fallo presto”
Quando Giuda ricevette il boccone, “Satana entrò in lui” — e Gesù, con parole che nessuno dei presenti comprese, lo lasciò andare verso la sua azione. Giovanni annota un dettaglio carico di significato: “ed era notte”. Giuda uscì nell’oscurità, sia fisica che spirituale.
“Colui che mangia il mio pane ha levato contro di me il suo calcagno.” — Salmo 41:9, citato da Gesù in riferimento a Giuda
Il piano di Dio comprendeva anche Giuda. Senza quel tradimento non ci sarebbe stata la croce, e senza la croce non ci sarebbe stata la tomba vuota. La cosa più malvagia della storia umana è servita, nelle mani di Dio, al compimento della redenzione.
Cosa resta a noi
Non possiamo discernere con certezza il cuore di nessuno, nemmeno il nostro, se non attraverso la testimonianza interiore dello Spirito Santo che solo il salvato conosce. Ma possiamo pregare — per gli altri e per noi stessi — che il Signore operi la vera rigenerazione, quella che nessun esempio umano, per quanto perfetto, può produrre da solo.
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Pubblicato da Fortunato De Falco — Servitore della Parola
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