30 Agosto 2026
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Da Genesi a Gesù: La Storia del Redentore

Luca 24:27: “E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.”

Questo versetto, tratto dal racconto della risurrezione di Gesù, è un faro per comprendere la profondità delle Scritture. Si inserisce nella narrazione dei discepoli di Emmaus, due seguaci di Gesù che, dopo la Sua crocifissione, stanno tornando a casa scoraggiati e confusi. Ignorano che Gesù è risorto.

Un uomo, che si rivelerà essere Gesù stesso, si unisce a loro lungo la strada. I discepoli non lo riconoscono a causa di una velatura nei loro occhi. Gesù, camminando con loro, li ascolta mentre esprimono la loro delusione e la loro mancanza di comprensione degli eventi accaduti. Ed è qui che entra in gioco il versetto 24:27.

L’espressione “cominciando da Mosè e da tutti i profeti” si riferisce all’intero Antico Testamento. All’epoca di Gesù, la Bibbia ebraica era tradizionalmente divisa in tre sezioni principali: la Legge (Torah, che include i libri di Mosè), i Profeti e gli Scritti. Gesù, quindi, inizia il Suo “studio biblico” dall’inizio, dalla Legge data da Mosè.

L’affermazione “spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano” è il cuore del versetto. Significa che Gesù non ha semplicemente dato loro alcune citazioni qua e là. Ha fatto un’esegesi completa e approfondita dell’Antico Testamento, rivelando come tutta la storia della salvezza, dalla creazione in poi, puntasse a Lui. Ha mostrato come le promesse di Dio, le profezie, i tipi e le figure dell’Antico Testamento trovassero il loro compimento in Lui: nella Sua vita, nella Sua morte e, soprattutto, nella Sua risurrezione.


Amati nel Signore, vi invito a guardare il grande disegno divino che si dipana dalle prime pagine della Genesi fino all’ultimo Amen dell’Apocalisse. Non vi parlerò di un Dio lontano, ma del Dio che si è fatto vicino; non di una religione, ma della Rivelazione; non di riti morti, ma della Vita eterna.

Gesù Cristo non è apparso solo nei Vangeli. Egli è il filo d’oro che lega tutta la Scrittura: il seme della donna in Genesi, l’Agnello pasquale in Esodo, il Sommo Sacerdote in Levitico, il Profeta annunciato in Deuteronomio, il Figlio di Davide nei Salmi, l’Uomo dei dolori in Isaia, il Sole di giustizia in Malachia. Da Salvatore del mondo in Matteo, Egli è il Re dei re in Apocalisse.



“Allora Gesù venne con loro in un luogo detto Getsemani… e cominciò ad essere

” (Matteo 26:36-37). “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice; pur nondimeno, non come io voglio, ma come tu vuoi” (Matteo 26:39). “Ed essendo in agonia, orava vie più intensamente; e il suo sudore fu divenuto simile a grosse gocce di sangue, che cadevano in terra” (Luca 22:44). Lì, il Santo Figlio di Dio provò angoscia mortale, perché stava per bere il calice della giusta ira divina contro il peccato.

Il Sacrificio al Golgota
Sul Calvario, Gesù fu crocifisso come un malfattore. Le Sue mani furono trapassate, la Sua testa coronata di spine, il Suo corpo flagellato senza misericordia. Ma più ancora: fu abbandonato da Dio al posto nostro. “Ed avendolo flagellato, lo menarono per crocifiggerlo” (Matteo 27:26). “E, venuti al luogo detto Golgota… lo crocifissero” (Matteo 27:33-35). “Ed intorno all’ora nona, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eli, Eli, lama sabactani? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46). “Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, fiaccato per le nostre iniquità” (Isaia 53:5).

La croce fu giudizio, sostituzione, espiazione. Gesù non morì solo come esempio d’amore, ma come Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29). E quando gridò: “È compiuto!“, non era un grido di sconfitta, ma di vittoria eterna (Giovanni 19:30).

Cosa offre Gesù?

Gesù offre perdono, pace, riconciliazione e vita eterna a chiunque crede. Non una religione fatta di riti, ma una relazione viva con Dio, fondata sul sangue versato. “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28). “Poiché anche Cristo ha patito una volta per i peccati, il giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio” (1 Pietro 3:18). “Chi ha il Figliuolo, ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita” (1 Giovanni 5:12).


Tutta la Scrittura conduce a Cristo, e tutta la vita trova senso in Lui. Nel Getsemani si piegò sotto il peso del peccato. Sul Golgota morì come colpevole al posto tuo. Ma il terzo giorno risorse, e oggi ti chiama. Oggi, se odi la Sua voce, non indurire il cuore (Ebrei 3:15).


Per chi è già convertito ed è caduto, invece di essere motivo di condanna, la Passione di Cristo diventa un faro che illumina la via del ritorno.

Come accostarti:

  • Con umiltà ancora più profonda: Riconosci la tua fragilità e la gravità del tuo allontanamento.
  • Con sincero dolore: Non minimizzare la tua caduta. Prova un dolore genuino per aver offeso Dio.
  • Con speranza: Ricorda che il fondamento della tua salvezza non è la tua perfezione, ma l’opera compiuta di Cristo.
  • Con desiderio di restaurazione: Il tuo cuore dovrebbe anelare a essere ripristinato nella comunione con Dio e con la comunità.

Come riflettere:

  • Sul contrasto tra grazia e caduta: Medita sulla bontà di Dio che hai sperimentato e sul tuo allontanamento.
  • Sulla persistenza dell’amore di Dio: Non dubitare del Suo amore. La Passione dimostra un amore incondizionato.
  • Sul significato ancora più profondo della sostituzione: Apprezza ancora di più che Cristo ha portato anche il peso di questo tuo nuovo peccato.
  • Sul potere purificatore del sangue di Cristo: Ricorda che il sangue versato sulla croce ha il potere di purificare da ogni peccato (1 Giovanni 1:9).
  • Sulla possibilità di un nuovo inizio: La grazia di Dio è sempre disponibile per coloro che si pentono.

Come comportarti:

Cosa devi chiederti:

  • Perché sono caduto? Quali sono state le cause?
  • Ho veramente compreso la gravità del mio peccato alla luce del sacrificio di Cristo?
  • Credo veramente nel perdono e nella restaurazione che Cristo offre?
  • Come posso fortificare la mia fede per evitare future cadute?

Come arrenderti:

Fortunato

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