Alla Soglia dell’Eternità: Insegnaci a Contare i Nostri Giorni
Mentre ci avviciniamo alla fine del 2025, siamo spinti naturalmente a riflettere sul tempo che passa e sulla sua preziosa essenza. La saggezza del Salmo 90:12 ci guida in questo percorso: “Insegnaci a contare bene i nostri giorni”.
Un Anno Sotto lo Sguardo di Dio
Il 2025 non è passato solo sotto i nostri occhi, ma sotto quelli di Dio. Nulla Gli è sfuggito: dalle preghiere sincere alle devozioni saltate per i troppi impegni; dalle maschere spirituali indossate la domenica alle vittorie silenziose, come quando abbiamo scelto il perdono anziché la recriminazione. Dio non guarda agli eventi come facciamo noi; Egli guarda ai cuori e alla nostra fedeltà.
Il Mondo nel 2025: Tra Tragedie e Speranza
L’anno trascorso è stato segnato da profonde crisi globali: dai conflitti in Gaza e Ucraina alla devastante guerra civile in Sudan. Abbiamo assistito a disastri naturali, come i sismi in Tibet e a Istanbul, e a momenti di svolta storica, come la scomparsa di Papa Francesco e l’elezione di Papa Leone XIV. Tuttavia, non sono mancati segnali di speranza, dai progressi nella terapia genica alle nuove missioni spaziali verso la Luna e Marte. In questo scenario, ogni evento ci ricorda la fragilità della vita e l’urgenza della nostra missione: essere luce e sale.
Fede Genuina o Abitudine?
Il 2025 è stato un anno di scelte cruciali. Spesso abbiamo scelto il comfort o i social media invece della preghiera e dell’investimento nel Regno di Dio. La Scrittura ci avverte contro la tiepidezza spirituale: essere cristiani per abitudine, con il cuore lontano da Dio, è un rischio reale. La vera fede si manifesta invece nel desiderio ardente e nell’obbedienza radicale.
L’Urgenza del Tempo
Non siamo immortali. Il tempo su questa terra è limitato: chi ha 40 anni ha già consumato circa 14.600 giorni; chi ne ha 60 ne ha trascorsi 21.900. Ogni respiro è un dono di grazia che dovrebbe infondere in noi un’urgenza santa. Il nuovo anno non è una promessa garantita, ma una possibilità che Dio ci concede.
Concludere l’Anno con il Ravvedimento
La fine dell’anno non è solo tempo di bilanci umani, ma di ravvedimento santo. Prima di ringraziare per il nuovo anno, dobbiamo chiedere perdono per come abbiamo vissuto quello passato: per i peccati “gestibili” tollerati, per gli standard abbassati e per aver perso, a volte, il timore di Dio.
Verso il 2026: Una Nuova Consacrazione
Se Dio vorrà concederci il 2026, come vivremo?.
Ecco tre passi pratici per iniziare bene:
- Confessa i peccati specifici del 2025
- Individua tre aree di santità da perseguire nel nuovo anno.
- Agisci con coraggio nel ministero e nella testimonianza.
Mettiamo le cose a posto prima della mezzanotte. Non portiamo i pesi del passato nel futuro che Dio ci sta offrendo.
