24 Maggio 2026

classe84-85

Una mia amica delle scuole superiori ha avuto l’idea di creare un gruppo su Whatsapp, chiamandolo proprio Classe 84/85 sez A.
Dopo aver inserito i compagni di classe, ha deciso di organizzare una cena per ritrovarci dopo 28 anni.
Sì, hai letto bene: 28 anni.
Quando ho ricevuto l’invito all’incontro sono rimasto un po’ scioccato, specie quando ho realizzato che era trascorso così tanto tempo da quando avevo lasciato la scuola. Ricordo di essere stato in silenzio per qualche minuto e poi di aver esclamato: “Ventotto anni“!

Quella sensazione iniziale di shock è stata superata poi da un’imprevista ondata di pura emotività.
Alcuni dei miei compagni di scuola superiore non li rivedevo da tanto tempo, altri proprio da 28 anni, da quando abbiamo terminato la scuola.

Mi sono preparato con l’entusiasmo di un ragazzetto per quel venerdì 14 dicembre 2018.

Giunto al locale ho proseguito con una certa trepidazione verso i miei amici.

Non so perché ma all’improvviso ero nervoso ed esitante. Ho controllato me stesso pensando: I capelli sono a posto? Nessuna grinza nei miei vestiti? Oddio e se mi costringessero a raccontare di qualche episodio che non ricordo facendomi fare una figura demenziale?
Che cosa succede se la loro fisionomia è cambiata e io non li riconosco più?
In 28 anni le persone possono mutare aspetto.

All’improvviso mi sentivo esattamente come quando, nel settembre del 1984, entrai per la prima volta nell’Istituto Tecnico Commerciale Statale  ‘Pantaleone Comite’ di Amalfi come un ragazzino spaventato. Nervoso. Timido.

Sensazioni di ansietà mi sono piombate addosso e mi sono sentito come trascinato per i piedi. Mentre mi aggiravo per cercare di allontanare queste emozioni mi sono avvicinato a loro e ho scorto dei visi familiari.

Questi volti mi osservavano e mi sorridevano con gli stessi sorrisi di una volta.

Tutti i sentimenti di ansia si dissiparono. Guardando i miei vecchi amici improvvisamente mi sono sentito come se fossi tornato a casa.

Ci siamo salutati calorosamente e abbiamo iniziato a parlare come se non ci fossimo mai separati.

C’è qualcosa di speciale nel ricongiungimento con le persone con cui sei cresciuto negli anni dell’adolescenza.

Ricordi lontani e dimenticati che riaffiorano, comprese le nostre buffonate in classe, le marachelle, le interrogazioni, i professori. Era come se non avessi mai lasciato la scuola.

Ho osservato i miei amici da vicino. Tutti noi abbiamo intrapreso percorsi diversi dopo la scuola. In questi anni abbiamo vissuto i successi e le fasi altalenanti della vita.

Siamo sopravvissuti ai pericoli e, indifferentemente dal proprio vissuto, abbiamo avuto il nostro inizio nello stesso luogo. Siamo cresciuti per un certo periodo di anni insieme e ci siamo conosciuti prima di raggiungere l’età adulta.

Tutte le maschere che avevamo indossato sono state semplicemente strappate via dalla cena, rese inutili di fronte ad amici che conoscevano chi eravamo veramente in origine.

Seduto attorno ad un tavolo, ascoltando vecchie storie e ridendo dei nostri ricordi meravigliosi, mi sono reso conto che non ero solo tra amici. Ero in famiglia, circondato dall’amore. E la famiglia e l’amore rendono la vita degna di essere vissuta.
La famiglia e l’amore sono il cuore pulsante della vita e della gioia di vivere.

Alla fine della serata ho salutato tutti e spero di poterli rincontrare presto.

Ringrazio Dio per i miei amici. Ringrazio Dio che ho avuto modo di rivederli.

Fortunato

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