Ogni domanda pubblicata qui è stata scritta in forma anonima. Nessun nome, nessun giudizio — solo una risposta onesta, da un cuore che cerca di ascoltare prima di parlare.
🧱 “Il concetto di eternità di Dio è molto difficile da comprendere”
«Io non ho dubbi per quanto riguarda Dio, Gesù e la fede perché penso che nulla sia impossibile a Dio. Il concetto di eternità di Dio invece è molto difficile da comprendere. Il fatto che Dio non ha inizio né fine, è eterno, non è mai nato.»
Hai messo il dito su uno dei misteri più affascinanti — e in realtà anche i teologi più grandi nella storia hanno ammesso di non riuscire a comprenderlo del tutto, non perché sia un’idea assurda, ma perché la nostra mente è fatta per pensare dentro il tempo, e Dio non lo è.
Perché è così difficile da immaginare
Ogni cosa che conosciamo ha una causa che viene prima. Persino i numeri, per noi, si susseguono uno dopo l’altro. Chiedere “chi ha creato Dio?” sembra naturale — ma è come chiedere “cosa c’è a nord del Polo Nord?”: la domanda presuppone una categoria (il tempo, una direzione) che semplicemente non si applica a Dio, perché Lui non è dentro il tempo — è l’origine del tempo stesso.
«Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, da eternità in eternità tu sei Dio.»
— Salmo 90:2
«Così parla l’Alto, l’Eccelso, che abita l’eternità.»
— Isaia 57:15
Un piccolo aiuto per pensarci (senza pretesa di spiegarlo del tutto)
Un’immagine che aiuta un po’, pur restando limitata: immagina un autore che scrive una storia. I personaggi dentro la storia vivono un “prima” e un “dopo” — pagina 1, pagina 300. Ma l’autore, fuori dalla storia, non è “più vecchio” all’inizio del libro e “più giovane” alla fine: esiste in un modo completamente diverso rispetto al tempo che scorre dentro la storia che ha scritto. Noi siamo dentro la storia. Dio è l’Autore.
Quando Mosè chiede a Dio il suo nome, la risposta è sconvolgente proprio per questo motivo:
«Io sono colui che sono… Dirai così ai figli d’Israele: ‘Io sono’ mi ha mandato da voi.»
— Esodo 3:14
Non “io ero” o “io sarò” — semplicemente “Io Sono”, un presente eterno, senza inizio né fine.
Perché questo, in realtà, è una buona notizia
Il fatto che Dio non abbia inizio né fine significa che le tue preghiere, la tua fede, la tua speranza non sono appoggiate su qualcosa che un giorno potrebbe esaurirsi o invecchiare. Sono appoggiate su Chi era prima di ogni cosa, e sarà dopo ogni cosa.
«Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine.»
— Apocalisse 22:13
Non capirlo del tutto non è un fallimento della tua fede — è semplicemente il limite naturale di una mente finita che si affaccia su un Dio infinito. E va bene così: un Dio che riuscissimo a comprendere del tutto sarebbe, in fondo, troppo piccolo per essere davvero Dio.
✍️ Lascia anche tu la tua domanda
Il Muro dei Dubbi è uno spazio sicuro: la tua domanda resterà sempre anonima. Nessun giudizio, nessuna fretta di crederci per forza — solo una risposta onesta, pubblicata qui sul blog quando è pronta.
Fortunato De Falco
Servitore della Parola