21 Settembre 2026
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Ogni domanda pubblicata qui è stata scritta in forma anonima. Nessun nome, nessun giudizio — solo una risposta onesta, da un cuore che cerca di ascoltare prima di parlare.


🧱 “Se Dio è onnisciente, onnipotente e buono, perché tanta sofferenza?”

«Se Dio era onnisciente doveva prevedere come sarebbe andata l’umanità con tutti i suoi dolori, se era onnipotente poteva crearla in modo diverso, se era buono non avrebbe accettato la scommessa di Satana contro Giobbe né avrebbe sbattuto in faccia a lui tutta l’arroganza della sua creazione. Perché non ha risposto alla domanda di suo Figlio sulla croce? Perché gli innocenti vengono al mondo per una vita di sevizie e sofferenze?»

Questa è, forse, la domanda più antica e più seria che un essere umano possa fare a Dio. Non troverai qui una risposta che “chiude” la questione — nessuna risposta onesta può farlo del tutto. Ma proviamo ad affrontarla pezzo per pezzo, con serietà.

Se Dio è onnipotente, perché non ha creato un mondo senza dolore?

Poteva farlo — creando esseri senza libertà reale, incapaci di scegliere il male perché incapaci di scegliere qualsiasi cosa. Ma un amore che non può essere rifiutato non è amore: è programmazione. Dio ha scelto di creare esseri liberi, capaci di amare davvero — e questo comporta, necessariamente, la possibilità reale che scelgano il contrario dell’amore. Gran parte della sofferenza umana (guerre, violenza, ingiustizia) nasce da lì: non da un difetto nel progetto di Dio, ma dall’uso che l’uomo fa della libertà che Dio gli ha davvero concesso.

Su Giobbe: non era una “scommessa” leggera

Il testo va letto con attenzione: non è Dio a proporre la scommessa a Satana — è Satana ad accusare Giobbe davanti a Dio, sostenendo che la sua fedeltà sia solo interesse. Dio permette la prova, ma non abbandona Giobbe: resta presente, e alla fine del libro non dà a Giobbe una spiegazione filosofica del suo dolore — gli si rivela Lui stesso.

«Dov’eri tu quand’io fondavo la terra?… Chi ha rinchiuso il mare fra le porte, quand’esso proruppe dal seno materno?»
— Giobbe 38:4-8

Non è arroganza: è Dio che mostra a Giobbe quanto la sua prospettiva sia limitata rispetto alla vastità di ciò che Dio governa — non per umiliarlo, ma per restituirgli una fiducia che non dipende dal capire tutto. E il libro si chiude con Dio che restaura Giobbe, lo benedice, e soprattutto lo difende davanti agli amici che avevano dato spiegazioni sbagliate della sua sofferenza.

Perché Dio non ha risposto al grido di Gesù sulla croce?

Questo è forse il cuore della domanda, ed è anche il punto più sconvolgente di tutta la fede cristiana. Gesù grida:

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
— Matteo 27:46

Il silenzio del Padre in quel momento non è indifferenza. È il momento in cui Gesù, sulla croce, porta su di sé la separazione da Dio che il peccato dell’umanità meritava — non perché il Padre lo abbia smesso di amare, ma perché in quell’istante il Figlio sta portando il peso di ogni ingiustizia, di ogni sofferenza innocente, di ogni grido come questo. Il Padre non risponde con parole, in quel momento, perché la risposta non è verbale: è la croce stessa, e tre giorni dopo, la resurrezione.

Questo cambia radicalmente la domanda “perché Dio permette la sofferenza”: Dio non osserva la sofferenza umana da lontano. È entrato dentro di essa, personalmente, sulla croce.

Perché gli innocenti soffrono?

Non esiste una risposta che elimini lo scandalo di questa domanda — e diffiderei di chiunque dicesse di averla. Quello che la Scrittura offre non è una spiegazione completa, ma una promessa che guarda avanti:

«Io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo.»
— Romani 8:18

«Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e la morte non ci sarà più; non ci sarà più cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.»
— Apocalisse 21:4

Non è la risposta a “perché”, è la risposta a “e poi cosa succede”. Per ora, resta il mistero, e la fede cristiana non lo nasconde — lo attraversa insieme a Dio, non da soli.


✍️ Lascia anche tu la tua domanda

Il Muro dei Dubbi è uno spazio sicuro: la tua domanda resterà sempre anonima. Nessun giudizio, nessuna fretta di crederci per forza — solo una risposta onesta, pubblicata qui sul blog quando è pronta.


Fortunato De Falco
Servitore della Parola

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