29 Agosto 2026
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Il lamento amplifica il disagio, la lode lo trasforma. Una riflessione sul Salmo 135, tra l'esempio di Paolo e Sila e la scelta quotidiana di lodare Dio in ogni tempo.

“Casa d’Israele, benedite il Signore. Casa di Levi, benedite il Signore. Voi che temete il Signore, benedite il Signore.” — Salmo 135:19-20

Ci lamentiamo del caldo. “Fa caldo, fa caldo, fa caldo” — e più lo ripetiamo, più lo sentiamo. È un circolo che si autoalimenta: un pensiero che si radica nella mente e amplifica la percezione del disagio. Eppure esistono persone capaci di camminare su braci ardenti attraverso un allenamento mentale di distacco dal dolore. Non è magia, è disciplina: quando non vogliamo sentire qualcosa, non basta smettere di pensarci — bisogna sostituire quel pensiero con qualcos’altro.

💭 Il lamento non risolto si amplifica. Il pensiero ha bisogno di una destinazione, non solo di una partenza.

C’è un parallelo potente tra questo e il modo in cui viviamo la fede. La vita cristiana rischia di diventare una sequenza di lamenti — la sofferenza, l’ingiustizia, le prove sono reali, nessuno le nega. Ma il Signore chiede di lodarlo in ogni tempo, non solo quando le cose vanno bene. Non è negare la sofferenza: è scegliere consapevolmente dove dirigere il cuore anche nella tempesta.

La scelta del cuore. Il lamento è comprensibile. Ma fermarsi al lamento non cambia nulla — anzi, spesso peggiora tutto. La lode è una scelta attiva, una direzione deliberata del cuore verso Chi ha il controllo.

Paolo e Sila, incatenati ingiustamente in prigione, risposero con il canto — non perché non sentissero il peso della situazione, ma perché sapevano a Chi appartenevano.

I motivi del Salmo 135

“Lodate l’Eterno perché l’Eterno è buono. Cantate lode al Suo nome perché è amabile.”
— Salmo 135:3

Il Salmo 135 dà motivi concreti e immutabili per lodare: perché il Signore è buono (v. 3), perché ci ha scelti come Suo tesoro nonostante non lo meritassimo (v. 4; Efesini 2:12-13), perché governa ogni cosa — nuvole, venti, nazioni, storia (vv. 5-12) — e perché avrà compassione dei Suoi servi (v. 13-14), come un padre con un figlio che sa di poter cadere ma vive nella fiducia, non nella paura.

La scelta quotidiana

Aumentare la lode nella vita quotidiana significa diminuire i pensieri negativi, allentare la morsa dell’ansia, aprire spazio alla speranza. Se la vita è piena di tensione, lodiamo il Signore — non come evasione dalla realtà, ma come atto di affidamento a Chi ha tutto sotto controllo.

Quattro passi pratici:
🎵 Canta un inno — la lode cantata riempie gli spazi che il lamento cerca di occupare
✏️ Scrivi i motivi — annota ciò per cui sei grato, rileggilo nei giorni difficili
🤲 Affida i pesi — nella preghiera, consegna consapevolmente ciò che ti pesa
☀️ Vivi nella speranza — scegli ogni mattina di guardare la vita con la luce negli occhi

“Lodate il Signore, benedite il Signore in ogni tempo. Che il Signore ci possa benedire.”

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Predicazione a cura del fratello Raffaele
Pubblicato da Fortunato De Falco — Servitore della Parola

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