21 Settembre 2026
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Ogni domanda pubblicata qui è stata scritta in forma anonima. Nessun nome, nessun giudizio — solo una risposta onesta, da un cuore che cerca di ascoltare prima di parlare.


🧱 “Perché Dio nell’Antico Testamento ordina di uccidere donne e bambini, o fa lapidare un uomo per aver raccolto legna di sabato?”

«Buonasera, questa è un’ottima iniziativa. Uno dei dubbi che più mi attanaglia è la severità di Dio nel Vecchio Testamento quando ordina di uccidere donne e bambini, oppure il caso in Numeri di quel tale che viene lapidato per aver raccolto legna in giorno di sabato. Grazie.»

Grazie per questa domanda — è onesta, e merita una risposta altrettanto onesta, non una scorciatoia. Chi legge la Bibbia con attenzione, prima o poi, si scontra con questi testi. Ignorarli sarebbe disonesto; affrontarli richiede di guardare al contesto più ampio in cui furono scritti.

Sulla conquista di Canaan

Questi episodi non nascono da un capriccio improvviso di Dio, ma arrivano dopo secoli di attesa e di pazienza. Genesi lo dice esplicitamente, quattro secoli prima che accadesse:

«perché l’iniquità degli Amorei non è ancora giunta al colmo.»
— Genesi 15:16

Dio aspetta secoli — dando tempo, opportunità, pazienza — prima di agire. E quando agisce, non è contro un popolo generico: i testi archeologici e biblici descrivono civiltà cananee segnate da pratiche come il sacrificio di bambini agli idoli (Molek). Dio stesso, in Deuteronomio, chiarisce che non si tratta di favoritismo verso Israele:

«Non è per la tua giustizia… che il Signore, il tuo Dio, ti dà il possesso di questo paese, perché tu sei un popolo di collo duro.»
— Deuteronomio 9:4-6

Questo è un giudizio storico, unico, legato a un momento preciso — non un modello per la vita di oggi. Ed è importante dirlo con chiarezza: nessun cristiano è autorizzato dalla Bibbia a compiere violenza in nome di questi testi. Sono episodi giudiziari irripetibili, non comandi permanenti.

Sull’uomo lapidato per aver raccolto legna di sabato (Numeri 15:32-36)

Qui il contesto è diverso, ma altrettanto importante da capire. Israele, in quel momento, non era semplicemente una nazione: era una teocrazia — una comunità retta direttamente dalla legge di Dio, appena uscita dall’Egitto, nel deserto, con il compito di restare unita e fedele per sopravvivere e portare avanti la promessa messianica. Il sabato non era una regola qualunque: era il segno visibile del patto stesso tra Dio e il popolo.

«Osserverete il sabato… chiunque lo profanerà sarà punito di morte… è un segno perenne tra me e i figli d’Israele.»
— Esodo 31:14-17

Violare pubblicamente e deliberatamente quel segno, in quel momento storico specifico, significava minare l’identità stessa del patto — non un peccato privato, ma un atto pubblico contro il fondamento della nazione. Anche qui: non è un modello per una legge civile di oggi, ma la descrizione di un’epoca e di un patto specifico, ormai superato dalla nuova alleanza in Cristo.

Il punto che tiene tutto insieme

Paolo scrive una frase che racchiude bene questa tensione:

«Considera dunque la bontà e la severità di Dio.»
— Romani 11:22

Il Dio severo dell’Antico Testamento è lo stesso Dio che, nel Nuovo Testamento, sceglie di subire Lui stesso la punizione che il peccato meritava, morendo in croce al posto nostro. Se Dio prendeva così sul serio il peccato da giudicarlo con tanta fermezza allora, quella stessa serietà è ciò che rende la croce così sconvolgente: invece di continuare a giudicare, ha scelto di prendere su di sé il giudizio.

«Egli ha manifestato la sua giustizia… per essere giusto e per giustificare chi ha fede in Gesù.»
— Romani 3:25-26

Non è un Dio che cambia carattere tra i due Testamenti. È lo stesso Dio, giusto e misericordioso insieme — che nell’Antico Testamento giudica il male con serietà, e nel Nuovo lo giudica ancora, ma scegliendo di portarlo Lui stesso sulla croce, così che tu potessi essere libero.


✍️ Lascia anche tu la tua domanda

Il Muro dei Dubbi è uno spazio sicuro: la tua domanda resterà sempre anonima. Nessun giudizio, nessuna fretta di crederci per forza — solo una risposta onesta, pubblicata qui sul blog quando è pronta.


Fortunato De Falco
Servitore della Parola

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